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Immigrazione

16 maggio 2012
Corte di Cassazione, sezione I penale, sentenza 13 marzo 2012 (dep. 2 aprile 2012), n. 12220
La Suprema Corte ha applicato la direttiva 2008/115/CE (nel nostro Paese efficace dal 25 dicembre 2010 per mancato adeguamento) affermando, a seguito della sentenza della Corte di Giustizia del 28 aprile 2011, El Dridi, che non sia più previsto come reato il reingresso nel territorio dello Stato del soggetto già espulso e che abbia a verificarsi oltre il termine di cinque anni dall’avvenuta espulsione, perché la norma incriminatrice di cui all'art. 13, comma 13, d.lgs. n. 286 del 1998 è in contrasto, nella parte in cui fissa in dieci anni la durata del divieto, con l'art. 11, par. 2, della citata direttiva, secondo cui la durata del divieto non può superare i cinque anni


28 aprile 2012
Tribunale di Sorveglianza di Torino, ordinanza 28 marzo 2012, Pres. Viglino, Est. Vignera; ric. M.
A differenza del divieto di espulsione previsto dal secondo comma dell’art. 19 d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286, quello stabilito dal primo comma dello stesso art. 19 nei confronti del rifugiato non fa acquistare allo straniero il diritto a permanere nel territorio dello Stato italiano. La presentazione di una domanda di asilo politico in un altro Stato membro dell’Unione Europea non impedisce l’espulsione del richiedente dal territorio dello Stato italiano, qualunque possa essere stato l’esito della domanda stessa.


16 dicembre 2011
Corte Costituzionale, Sentenza 12 dicembre 2011 (dep. 16 dicembre 2011), n. 331
Immigrazione: stop alla custodia cautelare come unica misura applicabile. Illegittimità costituzionale dell’art. 12, comma 4-bis, d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), aggiunto dall’art. 1, comma 26, lettera f), della l. 15 luglio 2009, n. 94 (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica), nella parte in cui – nel prevedere che, quando sussistono gravi indizi di colpevolezza in ordine ai reati previsti dal comma 3 del medesimo articolo, è applicata la custodia cautelare in carcere, salvo che siano acquisiti elementi dai quali risulti che non sussistono esigenze cautelari – non fa salva, altresì, l’ipotesi in cui siano acquisiti elementi specifici, in relazione al caso concreto, dai quali risulti che le esigenze cautelari possono essere soddisfatte con altre misure,


12 dicembre 2011
Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza 10 novembre 2011 (dep. 28 novembre 2011), n. 44068
Le Corte ha affermato che la richiesta di giudizio abbreviato in seno a rito immediato non può essere formulata a mezzo posta giacché, da un lato, è prevista dall’art. 458, comma 1, c.p.p., quale unica modalità di presentazione, quella del deposito nella cancelleria del G.I.P. con l’avvenuta prova della notifica al P.M. e, dall’altro, deve ritenersi inestensibile il disposto dell’art. 583 c.p.p. in materia di impugnazioni.


25 maggio 2011
Corte di Cassazione, Sezione I Penale, Sentenza 29 aprile 2011 (dep. 11 maggio 2011), n. 18586
A seguito della sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea 28 aprile 2011 sul reato di cui all'art. 14, comma quinto ter, d. lgs. n. 286 del 1998, va pronunciata assoluzione per il fatto non è previsto dalla legge come reato


28 aprile 2011
Corte di Giustizia delle Comunità Europee, Prima Sezione, Sentenza 28 aprile 2011
Incompatibile con la normativa comunitaria (Direttiva 2008/115) il reato di illegale permanenza sul Territorio Nazionale in violazione dell’ordine impartito dal questore di cui all'art. 15, comma 5ter, d.lgs. 286/98


20 marzo 2011
Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Sezione Distaccata di Aversa, Ordinanza 2 febbraio 2011
Immigrazione: illegittima la normativa interna se non aggiornata alla "direttiva rimpatri" 2008/115/CE


17 dicembre 2010
Corte Costituzionale, Sentenza 13 dicembre 2010 (dep. 17 dicembre 2010), n. 359
Illegittimità costituzionale dell’art. 14, comma 5-quater, d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), come modificato dall’art. 1, comma 22, lettera m), l. 15 luglio 2009, n. 94 (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica), nella parte in cui non dispone che l’inottemperanza all’ordine di allontanamento, secondo quanto già previsto per la condotta di cui al precedente comma 5-ter, sia punita nel solo caso che abbia luogo «senza giustificato motivo»


8 agosto 2010
Magistrato di Sorveglianza di Alessandria, Ordinanza 30 luglio 2010, Giudice Vignera, ric. A.
In virtù dell’art. 200, commi 1 e 2, cod. pen., il principio di irretroattività della legge penale (art. 2 cod. pen.) non opera rispetto alle misure di sicurezza (Fattispecie relativa all’applicazione della misura dell’espulsione od allontanamento dello straniero dallo Stato prevista dall’art. 235 c. p. come sostituito dall’art. 1, comma 1, lettera a, d. l. 23 maggio 2008 n. 92, convertito in legge con modificazioni dall’art. 1, comma 1, l. 24 luglio 2008 n. 125)


8 luglio 2010
Corte Costituzionale, Sentenza 5 luglio 2010 (dep. 8 luglio 2010), n. 249
Stop all'aggravante della clandestiità. Illegittimità costituzionale dell’art. 61, numero 11-bis c.p. In via consequenziale, ai sensi dell’art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, illegittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, della legge 15 luglio 2009, n. 94 In via consequenziale, ai sensi dell’art. 27 della legge n. 87 del 1953, illegittimità costituzionale dell’art. 656, comma 9, lettera a), c.p., limitatamente alle parole «e per i delitti in cui ricorre l’aggravante di cui all’art. 61, primo comma, numero 11-bis), del medesimo codice.


7 novembre 2008
Tribunale di Sorveglianza di Torino, Ordinanza 22 ottobre 2008; Pres. BURZIO; Est. VIGNERA; ric. S. M.
L’espulsione dello straniero prevista dall’art. 16, d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286, in quanto misura alternativa alla detenzione, presuppone che al momento della sua esecuzione lo stato detentivo del destinatario sia ancora attuale.


15 ottobre 2008
Corte di Cassazione, Sezione I Penale, Sentenza 25 settembre 2008 (dep. 8 ottobre 2008), n. 38313
Il reato di cui all'art. 14, comma 5-ter, d.lgs. n. 296 del 1998 (violazione dell'ordine di espulsione dal territorio italiano) non viene meno nel caso in cui il decreto che aveva ordinato l'espulsione sia stato revocato, a seguito di ricorso amministrativo, in sede di autotutela (e non, quindi, per mancanza originaria dei presupposti): in tal caso, la revoca ha efficacia solo ex nunc, ed interrompe unicamente la permanenza del reato


22 gennaio 2008
Corte di Cassazione, Sezioni Unite Penali, Sentenza 27 settembre 2007 (dep. 16 gennaio 2008), n. 2451
Deve escludersi che l'adesione della Romania all'Unione Europea abbia determinato l'abolizione del reato previsto dall'art. 14, comma 5 ter, d.lgs. n. 286/98, commesso dai cittadini rumeni prima del 1^ gennaio 2007, giorno di entrata in vigore del trattato di adesione.


16 ottobre 2007
Corte di Cassazione, Sezione I Penale, Sentenza 15 giugno 2007 (dep. 20 luglio 2007), n. 29728
Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: l’ingresso della Romania nella Ue non fa venire meno il reato


15 luglio 2007
Tribunale di Livorno, in composizione monocratica, Sentenza 25 giugno 2007, n. 567
L'ordine di espulsione privo di indicazioni circa il mancato accompagnamento coattivo alla frontiera è atto amministrativo illegittimo per violazione di legge. Il giudice penale ha il dovere di verficare la legittimità formale e sostanziale dell'ordine di espulsione. Al giudice della cognizione è consentita la disapplicazione dell'atto amministrativo contenente un vizio di violazione di legge e/o eccesso di potere. La motivazione dell'ordine di allontanamento non può consistere in clausole meramente riproduttive delle formule normative ma deve indicare il motivo dell'impossibilità di eseguire l'accompagnamento immediato alla frontiera o dell'impossibilità di inserire lo straniero in un centro di accoglienza. L'omettere la motivazione, o, come nel caso de quo,l'omettere di prendere in considerazione l'ipotesi del mancato accompagnamento alla frontiera, inficia la legittimità del procedimento amministrativo di espulsione. L'irregolarità rende illegittimo l'atto e la procedura amministrativa dell'espulsione che costituisce requisito essenziale dell'elemento oggettivo del reato comportando la disapplicazione del provvedimento in parola.


8 gennaio 2007
Corte di Cassazione, Sezione I Penale, Sentenza 25 ottobre 2006 (dep. 13 novembre 2006), n. 37409/2006 (1209/2006)
Chi assume un clandestino deve prendere visione del permesso di soggiorno; l'esibizione della sola richiesta non basta, neppure per poter invocare la propria buona fede


15 giugno 2006
Corte di Cassazione, Sezione I Penale, Sentenza 18 maggio 2006 (dep. 06 giugno 2006), n.19436/2006 (1837/2006)
Nientre arresto per il clandestino recidivo


8 maggio 2006
Corte di Cassazione, Sezione I Penale, Sentenza 9 febbraio 2006 (dep. 15 marzo 2006), n. 9121 (n. 163/2006)
Il decreto di allontanamento emesso dal Questore deve essere supportato da adeguata motivazione, non essendo sufficiente un richiamo al provvedimento prefettizio di espulsione, poichè attraverso tale atto vengono adotatte delle scelte connotate da discrezionalità tecnica, che hanno una loro autonomia concettuale ed una loro giuridica rilevanza diversa rispetto alle scelte preventivamente demandate al Prefetto.


3 febbraio 2006
Corte di Cassazione, Sezione I Penale, Sentenza 14 dicembre 2005 (dep. 11 gennaio 2006), n. 580 (n. 1288/2005)
No ad una nuova condanna penale per l'inottemperanza di un secondo ordine di espulsione


28 dicembre 2005
Corte Costituzionale, Sentenza 14 dicembre 2005 (dep. 28 dicembre 2005), n. 466
Immigrazione: illegittimità costituzionale dell’art. 13, comma 13-bis, secondo periodo, d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), risultante dalle modifiche introdotte nel testo dall’art. 12 della l. 30 luglio 2002, n. 189 (Modifica alla normativa in materia di immigrazione e di asilo)


15 luglio 2004
Corte Costituzionale, Sentenza 8 luglio 2004 (dep. 15 luglio 2004), n. 222
Illegittimità costituzionale art. 13, comma 5-bis, d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 (T.U. disposizioni concernenti la immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), introdotto art. 2 del D.L. 4 aprile 2002, n. 51 (Disposizioni urgenti recanti misure di contrasto contro la immigrazione clandestina e garanzie per soggetti colpiti da provvedimenti di accompagnamento alla frontiera), convertito, con modificazioni, nella l. 7 giugno 2002, n. 106, nella parte in cui non prevede che il giudizio di convalida debba svolgersi in contraddittorio prima che sia eseguito il provvedimento di accompagnamento alla frontiera, con le garanzie della difesa.


15 luglio 2004
Corte Costituzionale, Sentenza 8 luglio 2004 (dep. 15 luglio 2004), n. 223
Illegittimità costituzionale art. 14, comma 5-quinquies, del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 (T.U. disposizioni concernenti la immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), inserito dal comma 1, art. 13 della l. 30 luglio 2002, n. 189, nella parte in cui stabilisce che per il reato previsto dal comma 5-ter del medesimo art. 14 è obbligatorio lo arresto dello autore del fatto.


13 gennaio 2004
Corte Costituzionale, Sentenza 18 dicembre 2003 (dep. 13 gennaio 2004), n. 5
Non fondatezza delle questioni di legittimità costituzionale dell’art. 14, comma 5-ter, del d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), aggiunto dall’art. 13, comma 1, l. 30 luglio 2002, n. 189 (Modifiche alla normativa in materia di immigrazione e di asilo), sollevate, in riferimento agli artt. 2, 3, 24, 25, 27 e 97 della Costituzione, dal Tribunale di Ferrara e dal Tribunale di Torino con le ordinanze in epigrafe.


 
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