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Penale generale

17 luglio 2017
Corte Costituzione, sentenza 21 giugno 2017 (dep. 17 luglio 2017), n. 205
Illegittimità costituzionale dell’art. 69, quarto comma, del codice penale, come sostituito dall’art. 3 della legge 5 dicembre 2005, n. 251 (Modifiche al codice penale e alla legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di attenuanti generiche, di recidiva, di giudizio di comparazione delle circostanze di reato per i recidivi, di usura e di prescrizione), nella parte in cui prevede il divieto di prevalenza della circostanza attenuante di cui all’art. 219, terzo comma, del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 (Disciplina del fallimento, del concordato preventivo, dell’amministrazione controllata e della liquidazione coatta amministrativa) sulla recidiva di cui all’art. 99, quarto comma, cod. pen.


23 luglio 2015
Corte Costituzionale, sentenza 8 luglio 2015 (dep. 23 luglio 2015), n. 185
Illegittimità costituzionale dell’art. 99, quinto comma, c.p., come sostituito dall’art. 4 della legge 5 dicembre 2005, n. 251 (Modifiche al codice penale e alla legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di attenuanti generiche, di recidiva, di giudizio di comparazione delle circostanze di reato per i recidivi, di usura e di prescrizione), limitatamente alle parole «è obbligatorio e,»


25 marzo 2015
Corte Costituzionale, sentenza 14 gennaio 2015 (dep. 25 marzo 2015), n. 45
Illegittimità costituzionale dell’art. 159, primo comma, c.p. nella parte in cui, ove lo stato mentale dell’imputato sia tale da impedirne la cosciente partecipazione al procedimento e questo venga sospeso, non esclude la sospensione della prescrizione quando è accertato che tale stato è irreversibile.


23 aprile 2014
Corte Costituzionale, sentenza 14 aprile 2014 (dep. 18 aprile 2014), n. 105
Un colpo all'ex Cirielli. Illegittimità costituzionale dell’art. 69, quarto comma, c.p., come sostituito dall’art. 3 della legge 5 dicembre 2005, n. 251 (Modifiche al codice penale e alla legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di attenuanti generiche, di recidiva, di giudizio di comparazione delle circostanze di reato per i recidivi, di usura e di prescrizione), nella parte in cui prevede il divieto di prevalenza della circostanza attenuante di cui all’art. 648, secondo comma, c.p., (ricettazione tenue) sulla recidiva di cui all’art. 99, quarto comma, c.p.


23 aprile 2014
Corte Costituzionale, sentenza 14 aprile 2014 (dep. 18 aprile 2014), n. 106
Un altro colpo alla ex Cirielli. Iillegittimità costituzionale dell’art. 69, quarto comma, c.p., come sostituito dall’art. 3 della legge 5 dicembre 2005, n. 251 (Modifiche al codice penale e alla legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di attenuanti generiche, di recidiva, di giudizio di comparazione delle circostanze di reato per i recidivi, di usura e di prescrizione), nella parte in cui prevede il divieto di prevalenza della circostanza attenuante di cui all’art. 609-bis, terzo comma, c.p. (violenza sessnale ipotesi lieve). sulla recidiva di cui all’art. 99, quarto comma, c.p.


14 aprile 2012
Corte di Cassazione, Sezioni Unite Penali, sentenza 15 dicembre 2011 (dep. 30 marzo 2012), n. 12164
La nomina del terzo difensore di fiducia dell'imputato, in assenza di revoca espressa di almeno uno dei due già nominati, resta priva di efficacia salvo che si tratti di nomina per la proposizione dell'atto di impugnazione, la quale , in mancanza di contraria indicazione dell'imputato, comporta la revoca dei precedenti difensori.


20 febbraio 2012
Corte di Cassazione, Sezioni Unite Penali, sentenza 27 ottobre 2011 (dep. 15 febbraio 2012), n. 5859
L'estinzione di ogni effetto penale prevista dall'art. 47, comma 12, Ord. Pen., in conseguenza dell'esito positivo dell'affidamento in prova al servizio sociale, comporta che della relativa condanna non possa tenersi conto agli effetti della recidiva


6 novembre 2011
Tribunale della Spezia, Sezione distaccata di Sarzana, sentenza 3 ottobre 2011
Sulla causalità nei reati omissivi impropri


10 giugno 2011
Corte Costituzionale, Sentenza 7 giugno 2011 (dep. 10 giugno 2011), n. 183
Attenuanti generiche e recidivi: costituzionalmente illegittimo l'art. 62-bis, comma 2, c.p. nella parte in cui stabilisce che, ai fini dell’applicazione del primo comma dello stesso articolo, non si possa tenere conto della condotta del reo susseguente al reato per alcuni reati commessi da recidivi reiterati


28 gennaio 2011
Corte di Cassazione, Sezione Terza Penale, sentenza 25 marzo 2010 (dep. 31 marzo 2010), n.12572
Per effetto di quanto dispone il comma 14 ter della legge n. 246/2005, introdotto dalla L. n. 69/2009, e tenuto conto della data di entrata in vigore della legge n. 246/05, si deve necessariamente concludere che, ad oggi, nessun effetto abrogativo possa ritenersi comunque verificato rispetto alla L. 283/62.


11 gennaio 2011
Tribunale di Brescia, Sezione I Penale, Sentenza nr. 3579 del 01 ottobre 2010 (dep. 30 dicembre 2010)
Non integrano il reato di favoreggiamento della prostituzione, p. e p. dall'art. 3, n. 8 L. 75/58, gli atti diretti “a favore della persona della prostituta” e non della prostituzione della stessa. Tali devono considerarsi l'intestazione, da parte di una prostituta, dell'appartamento e delle utenze in cui la stessa eserciti il meretricio unitamente ad altre donne, con organizzazione per la suddivisione equanime delle spese. Non integrano il reato de quo, e sono penalmente irrilevanti, nemmeno la mera pubblicazione di annunci, non accompagnata da ulteriori attività quali ad esempio l’interessarsi alle foto delle donne da pubblicare, l’aver contattato il fotografo per fare delle nuove doto, il far sottoporre le donne a servizio fotografici erotici.


8 luglio 2010
Corte Costituzionale, Sentenza 5 luglio 2010 (dep. 8 luglio 2010), n. 249
Stop all'aggravante della clandestiità. Illegittimità costituzionale dell’art. 61, numero 11-bis c.p. In via consequenziale, ai sensi dell’art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, illegittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, della legge 15 luglio 2009, n. 94 In via consequenziale, ai sensi dell’art. 27 della legge n. 87 del 1953, illegittimità costituzionale dell’art. 656, comma 9, lettera a), c.p., limitatamente alle parole «e per i delitti in cui ricorre l’aggravante di cui all’art. 61, primo comma, numero 11-bis), del medesimo codice.


6 aprile 2010
Corte di Cassazione, Sezione V Penale, Sentenza 12 gennaio 2010 (dep. 26 marzo 2010), n. 11945
Con la prima decisione di legittimità sul reato di stalking, la Suprema Corte ha tracciato alcuni importanti principi idonei a perimetrare la condotta delittuosa della nuova fattispecie penale introdotta dal d.l. n. 11/2009. In particolare, secondo i Supremi Giudici, tale reato si caratterizza per il dolo generico e per la reiterazione nel tempo delle illecite condotte, che si succedono per un ampio arco di tempo, con cadenza anche quotidiana, tanto da giustificare l’accertamento del perdurante stato patologico da esse causato nella vittima. Pienamente corretta è la definizione di tali atti come molesti, cioè forieri di alterazione della serenità e dell’equilibrio della vittima, in quanto diretti a forzare la sua attenzione e a stringere con lei un rapporto, percepito evidentemente come anomalo e pericoloso


28 dicembre 2009
Corte di Cassazione, Sezione II Penale, Sentenza 7 luglio 2009 (dep. 9 settembre 2009), n. 35079/09
In materia di successione di leggi penali, l'art. 2 comma terzo c.p. prende in considerazione tutti i mutamenti legislativi intervenuti, stabilendo che deve applicarsi la legge le cui disposizioni sono più favorevoli al reo; pertanto, una volta che sia entrata in vigore una legge più favorevole, questa deve essere applicata sempre, anche se, successivamente, il legislatore ritenga di modificarla in senso meno favorevole, ripristinando le pene più severe previste da altra legge anteriore che la legge mitior aveva a sua volta modificato (fattispecie in tema di concorso tra il reato di ricettazione e l'illecito amministrativo di cui all'art. 16 l. 248/2000)


26 ottobre 2009
Corte di Cassazione, Sezioni Unite Penali, Sentenza 28 maggio 2009 (dep. il 15 settembre 2009), n. 35490
SENTENZA - CAUSA DI ESTINZIONE REATO – RESPONSABILITA’ – PROVA CONTRADDITTORIA O INSUFFICIENTE – OBBLIGO DECLARATORIA ESTINZIONE – LIMITI Le SS.UU. hanno affermato che all’esito del giudizio dibattimentale il proscioglimento nel merito, in caso di contraddittorietà o insufficienza della prova, non prevale rispetto alla dichiarazione immediata di una causa di non punibilità. Tale principio di diritto ha però due temperamenti: il proscioglimento nel merito prevale sulla causa estintiva, pur nel caso di accertata contraddittorietà o insufficienza della prova, sia nel caso in cui, ai sensi dell’art. 578 c.p.p., il giudice di appello - intervenuta una causa estintiva del reato - è chiamato a valutare il compendio probatorio ai fini delle statuizioni civili; sia nel caso in cui ad una sentenza di assoluzione ex art. 530, comma 2 c.p.p., appellata dal P.M., sopravvenga una causa estintiva del reato e il giudice ritenga infondato nel merito l’appello.


20 ottobre 2009
Corte Costituzionale, Sentenza 7 ottobre 2009 (dep. 19 ottobre 2009), n. 262
Depositate le motivazioni della sentenza con la quale il 7 ottobre scorso la Corte Costituzionale ha sancito l'illegittimità costituzionale dell'art. 1 della legge 23 luglio 2008, n. 124 (Disposizioni in materia di sospensione del processo penale nei confronti delle alte cariche dello Stato), evidenziando tra l'altro come "Il Lodo Alfano attribuisce ai titolari di quattro alte cariche istituzionali un eccezionale ed innovativo status protettivo che non è desumibile dalle norme costituzionali sulle prerogative e che, pertanto, è privo di copertura costituzionale".


23 settembre 2009
Corte di Cassazione Sezione V Penale, Sentenza del 12 maggio 2009 (dep. 23 settembre 2009), n. 28219
La portata offensiva di un'espressione dev'essere valutata in relazione al contesto nel quale essa è pronunciata; un reality show, caratterizzato dal contrasto verbale, ricercato e voluto, consente di non attribuire valenza lesiva alla parola "pedofilo", quand'essa sia pronunciata in tono scherzoso ed allusivo alle attenzioni, rivolte ad un soggeto più giovane, ancorché adulto, da parte della persona, oggetto della comunicazione.


1 luglio 2009
Corte di Cassazione, Sezioni Unite Penali, Sentenza 26 marzo 2009 (dep. 22 giugno 2009), n. 25957
Non è abnorme il provvedimento del giudice emesso nell’esercizio del potere di adottarlo se ad esso non consegua la stasi del procedimento per l’impossibilità da parte del P.M. di proseguirlo senza concretizzare un atto nullo rilevabile nel corso del procedimento


2 maggio 2009
Tribunale di Perugia, Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari, 28 aprile 2009
Questione di legittimità costituzionale dell’art. 62 bis secondo comma cp, come riformulato dall’art. 1 L 5-12-2005 n. 251, nella parte in cui, nel caso di recidivo reiterato ex art. 99/4° co. cp, chiamato a rispondere di taluno dei delitti di cui all’art. 407 co. 2 lett. a) cpp, per il quale sia prevista una pena non inferiore nel minimo a cinque anni, non consente di fondare sui parametri di cui al secondo comma dell’art. 133 cp, in particolare sul comportamento susseguente al reato, la concessione dell’attenuante di cui all’art. 62 bis primo comma cp.


3 novembre 2008
Corte di Cassazione, Sezione Sesta Penale, Sentenza 9 ottobre 2008 (dep. 27 ottobre 2008), n. 39989
In tema di detenzione illecita di sostanze stupefacenti nella casa coniugale, deve essere escluso il concorso del coniuge (e dello stesso convivente more uxorio) ex art. 110 c.p. ogniqualvolta si versi in un quadro connotato da semplice comportamento negativo di quest'ultimo (marito-moglie‑ convivente) che si limiti ad assistere in modo inerte alla perpetrazione del reato ad opera del "partner" e non ne impedisca od ostacoli in vario modo la esecuzione, dato che non sussiste in tale caso un obbligo giuridico di attivarsi in qualche modo per impedire l'evento


3 novembre 2008
Corte di Cassazione, Sezioni Unite Penali, Sentenza 29 maggio 2008 (dep. 28 ottobre 2008), n. 40049
Il riconosciuto esercizio del diritto di critica comporta il proscioglimento con la formula "perché il fatto non costituisce reato". Ma anche qualora il giudice del merito abbia pronunciato assoluzione "perché il fatto non sussiste", la parte civile non ha interesse all'impugnazione nel caso si limiti a domandare la formula più corretta in quanto il proscioglimento fa, comunque, stato nel processo civile risarcitorio


31 luglio 2008
Corte di Cassazione, Sezione I Penale, sentenza 21 maggio 2008 (dep. 29 luglio 2008), n.31456
Caso Cogne: depositate le motivazioni della sentenza con cui la Cassazione ha dichiarato Annamaria Franzoni responsabile, oltre ogni ragionevole dubbio, del delitto ascritto. In particolare, la Cassazione osserva come "una volta dimostrato l'assoluta implausibilità dell'ingresso di un estraneo nell'abitazione e la materiale impossibilità che costui possa avere agito nel ristrettissimo spazio di tempo a sua disposizione, e una volta esclusa, come esplicitamente fa la sentenza di merito, ogni responsabilità da parte del marito dell'imputata e del figlio Davide, unica realistica e necessitata alternativa residuale è quella della responsabilità della sola persona presente in casa nelle fasi antecedenti la chiamata dei soccorsi".


27 luglio 2008
Corte di Cassazione, Sezione I Penale, sentenza del 19 giugno 2008 (dep. 24 luglio 2008), n. 31171
Caso Calipari. Non sussiste la giurisdizione penale dello Stato italiano né quella dello Stato territoriale, bensì quella esclusiva degli USA, Stato di invio del personale militare partecipante alla Forza Multinazionale in Iraq, in applicazione del principio di diritto internazionale consuetudinario della ‹‹immunità funzionale›› o ratione materiae dell’individuo-organo dello Stato estero dalla giurisdizione penale di un altro Stato, per gli atti eseguiti iure imperii nell’esercizio dei compiti e delle funzioni a lui attribuiti: principio non derogabile, nella specie, per l’assenza nelle circostanze e modalità del fatto contestato delle caratteristiche proprie della ‹‹grave violazione›› del diritto internazionale umanitario, con particolare riguardo alla non configurabilità nel caso concreto di un ‹‹crimine contro l’umanità›› o di un ‹‹crimine di guerra››


17 maggio 2008
Corte di Cassazione, Sezioni Unite Penali, Sentenza 28 febbraio 2008 (dep. 15 maggio 2008), n. 16601
Intervento delle Sezioni Unite in tema di bancarotta e retroattività dei nuovi parametri di "fallibilità" dell'imprenditore (novelllato art. 1 L.F.). Inapplicabile l'art. 2 c.p. ai procedimenti penali in corso.


28 febbraio 2008
Corte di Cassazione, Sezioni Unite Penali, Sentenza 20 dicembre 2007 (dep. 26 febbraio 2008), n. 8413
Le Sezioni Unite intervengono per chiarire i confini applicativi dell'art. 570 c.p., precisando che configura una pluralità di reati l’omessa somministrazione di mezzi di sussistenza nell’ipotesi in cui la condotta sia posta in essere nei confronti di più soggetti conviventi nello stesso nucleo familiare.


16 febbraio 2008
Corte di Cassazione, Sezioni Unite Penali, Sentenza 29 novembre 2007 (dep. 14 febbraio 2008), n. 7208
La Corte a Sezioni Unite precisa che la causa di esclusione della punibilità di falsa testimonianza di cui all’art. 384 cod. pen., prevista per chi ha commesso il fatto per essere stato costretto dalla necessità di salvare sé o un prossimo congiunto da un grave e inevitabile nocumento nella libertà e nell’onore, non opera nell’ipotesi in cui il testimone abbia deposto il falso pur essendo stato avvertito della facoltà di astenersi.


1 febbraio 2008
Corte di Cassazione, Sezione V Penale, Ordinanza 13 novembre 2007
Pubblichiamo l'Ordinanza di rimessione alle Sezioni Unite con cui la Quinta Sezione della Corte di Cassazione ha inteso devolvere lo stridente conflitto in punto di fallibilità del cd "piccolo imprenditore" dichiarato fallito in epoca antecedente alla riforma. Stante l'interesse per la decisione, la udienza pubblica di discussione è stata fissata con grande urgenza e, infatti, la questione verrà affrontata il prossimo 28 Febbraio.


22 gennaio 2008
Corte di Cassazione, Sezioni Unite Penali, Sentenza 27 settembre 2007 (dep. 16 gennaio 2008), n. 2451
Deve escludersi che l'adesione della Romania all'Unione Europea abbia determinato l'abolizione del reato previsto dall'art. 14, comma 5 ter, d.lgs. n. 286/98, commesso dai cittadini rumeni prima del 1^ gennaio 2007, giorno di entrata in vigore del trattato di adesione.


19 dicembre 2007
Corte di Cassazione, Sezione V Penale, Sentenza 18 ottobre 2007 (dep. 21 novembre 2007), n.43076
Con le modifiche apportate all'art. 1 L.Fall. (ex d.lgs. 5/2006) in tema di soggetto assoggettabile a fallimento, si e' verificata una successione di norme penali nel tempo regolata dall'art. 2 c.p.


5 dicembre 2007
Tribunale di Sorveglianza di Torino, Ordinanza 28 marzo 2007, Pres. Burzio, Est. Vignera; G.
Gli effetti estintivi del decreto penale di condanna, decorsi i termini di legge, sono del tutto equivalenti a quelli derivanti dalla riabilitazione. Ne consegue l'inammissibilità dell'istanza volta ad ottenere quest'ultima


26 ottobre 2007
Tribunale di Pordenone, in composizione collegiale, Sentenza 2 ottobre 2007 (dep. 10 ottobre 2007), 547 (est. Appierto)
Bancarotta: la nuova definizione di imprenditore assoggettabile al fallimento (art. 1 L.F. cosi' come modificato dal d.lgs. 5/2006) è rilevante ai sensi dell'art. 2, comma 2, c.p. e, pertanto, deve essere applicata retroattivamente la legge più favorevole


22 ottobre 2007
Corte di Cassazione, Sezione II Penale, Sentenza 25 settembre 2007 (dep. 9 ottobre 2007), n. 37139
Occupazione abusiva di case popolari: marcia indietro della Cassazione.


18 ottobre 2007
Corte di Cassazione, Sezione VI Penale, Sentenza 23 aprile 2007 (dep. 13 settembre 2007), n. 34671
Nomina del difensore ed elezione di domicilio devono riferirsi ad uno specifico procedimento


16 ottobre 2007
Corte di Cassazione, Sezione II Penale, Sentenza 27 giugno 2007 (dep. 26 settembre 2007), n. 35580
Può ricorrere lo stato di necessità nell’occupazione abusiva di alloggi IACP


9 gennaio 2007
Corte di Cassazione, Sezioni Unite penali, sentenza 19 dicembre 2006 (dep. 8 gennaio 2007), n. 57/07
La misura della confisca di cui all’articolo 2ter, comma 3, della legge 575/65, è revocabile ai sensi dell’articolo 7, comma 2, della legge 1423/56, al pari delle misure personali di prevenzione.


12 settembre 2006
Corte di Cassazione, Sezione Feriale, Ordinanza 31 agosto 2006 (dep. 6 settembre 2006), n. 29786/2006
Questione di legittimità costituzionale dell’articolo 157/5 C.P., come sostituito dall’articolo 6 della legge 251/05 nella parte in cui è previsto il termine di prescrizione di tre anni, in riferimento ai reati per i quali la legge stabilisce pene diverse da quella detentiva e da quella pecuniaria, apparendo "priva di razionalità intrinseca e tale da vulnerare, ad un tempo, il principio di ragionevolezza ed il canone della uguaglianza presidiati dall’articolo 3 della Costituzione".


19 giugno 2006
Corte di Cassazione, Sezione V Penale, Sentenza 8 marzo 2006 (dep. 14 aprile 2006), n. 13673/2006 (469/2006)
Omicidio preterintenzionale: nè dolo misto a colpa nè dolo misto a responsabilità oggettiva. Basta il dolo del delitto meno grave


8 marzo 2005
Corte di Cassazione, Sezioni Unite Penali, Sentenza 25 gennaio 2005 (dep. 8 marzo 2005), n. 9163/2005 (1/2005)
I disturbi della personalità possono escludere l'imputabilità per infermità mentale


 
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