31 agosto 2010 - Proprietà intellettuale (Giurisprudenza) Corte di Cassazione, Sezione III Penale, Sentenza 11 maggio 2010 (dep. 5 luglio 2010), n. 25385
Integra il delitto previsto dall’art. 171-octies l.d.a. la messa in vendita e la promozione per la vendita dei dispositivi c.d. "splitty" o "splitter" in quanto apparato atto alla decodificazione delle trasmissioni audiovisive ad accesso condizionato, idoneo a replicare illegalmente le credenziali contenute all’interno della smart card fornita, dunque a consentire illegalmente a più decoder, privi di autonoma smart card, di ottenere le credenziali di accesso per la decodifica del segnale televisivo
10 agosto 2010 - Circolazione stradale (Giurisprudenza) Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Pavia, Ordinanza 5 luglio 2010
In caso di emissione di decreto penale di condanna per il reato di cui all'art. 186, II comma, lett. c) del CdS, non può essere disposta la confisca del veicolo con il quale è stato commesso il reato, stante la inervenuta pronuncia di incostituzionalità del medesimo articolo a seguito della sent. 26 maggio 2010 n. 196 della Corte Cost., rivestendo la confisca la natura di sanzione penale accessoria.
Va altresì disposta la restituzione del veicolo medesimo in caso di intervenuta e precedente emssione di decreto penale di condanna ai danni del trasgressore, che preveda la confisca del mezzo sanzionato (massima a cura dell'avv. Marcello Bergonzi Perrone - Voghera)
8 agosto 2010 - Pena/Esecuzione/Sorveglianza (Giurisprudenza) Magistrato di Sorveglianza di Alessandria, Ordinanza 30 luglio 2010, Giudice Vignera, ric. A.
In virtù dell’art. 200, commi 1 e 2, cod. pen., il principio di irretroattività della legge penale (art. 2 cod. pen.) non opera rispetto alle misure di sicurezza (Fattispecie relativa all’applicazione della misura dell’espulsione od allontanamento dello straniero dallo Stato prevista dall’art. 235 c. p. come sostituito dall’art. 1, comma 1, lettera a, d. l. 23 maggio 2008 n. 92, convertito in legge con modificazioni dall’art. 1, comma 1, l. 24 luglio 2008 n. 125)
29 luglio 2010 - Stampa (Commenti) Nicola Canestrini, Presunzione di innocenza, diritto di cronaca, giusto processo
Il potere-dovere di raccontare e diffondere a mezzo stampa notizie e commenti, quale essenziale estrinsecazione del diritto di libertà di informazione e di pensiero, incontra limiti in altri diritti e interessi fondamentali della persona, come l’onore e la reputazione, anch’essi costituzionalmente protetti dagli artt. 2 e 3 Cost. dovendo peraltro, in materia di cronaca giudiziaria, confrontarsi anche con il presidio costituzionale della presunzione di non colpevolezza di cui all’art. 27 Costituzione.
ULTIMI INSERIMENTI
25 luglio 2010- Tributario (Giurisprudenza) Corte di Cassazione, Sezione III Penale, Sentenza 26 maggio 2010 (dep. 7 luglio 2010), n. 25875
In riferimento al reato di cui all'art. 10-bis d.lgs. n. 74/2000, la scadenza del termine per il versamento delle ritenute fiscali non fa venir meno l'obbligazione tributaria, sicché è la permanenza di quest'ultima, considerata nel suo complessivo ammontare riferito all'anno di imposta, ad essere configurata come reato in relazione all'ulteriore scadenza fissata per il pagamento. L'applicazione della fattispecie delittuosa alle ritenute fiscali operate dal sostituto di imposta nell'anno 2004 non comporta la violazione del principio della irretroattività della norma penale.
22 luglio 2010- Misure cautelari (Giurisprudenza) Corte Costituzionale, Sentenza 7 luglio 2010 (dep. 21 luglio 2010), n. 265
Illegittimità costituzionale dell’art. 275, comma 3, secondo e terzo periodo, c.p.p., come modificato dall’art. 2 del d.l. 23 febbraio 2009, n. 11 (Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori), convertito, con modificazioni, dalla l. 23 aprile 2009, n. 38, nella parte in cui – nel prevedere che, quando sussistono gravi indizi di colpevolezza in ordine ai delitti di cui agli articoli 600-bis, primo comma, 609-bis e 609-quater del codice penale, è applicata la custodia cautelare in carcere, salvo che siano acquisiti elementi dai quali risulti che non sussistono esigenze cautelari – non fa salva, altresì, l’ipotesi in cui siano acquisiti elementi specifici, in relazione al caso concreto, dai quali risulti che le esigenze cautelari possono essere soddisfatte con altre misure.
8 luglio 2010- Immigrazione (Giurisprudenza) Corte Costituzionale, Sentenza 5 luglio 2010 (dep. 8 luglio 2010), n. 249
Stop all'aggravante della clandestiità.
Illegittimità costituzionale dell’art. 61, numero 11-bis c.p.
In via consequenziale, ai sensi dell’art. 27 della legge 11 marzo 1953, n. 87, illegittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, della legge 15 luglio 2009, n. 94
In via consequenziale, ai sensi dell’art. 27 della legge n. 87 del 1953, illegittimità costituzionale dell’art. 656, comma 9, lettera a), c.p., limitatamente alle parole «e per i delitti in cui ricorre l’aggravante di cui all’art. 61, primo comma, numero 11-bis), del medesimo codice.
25 giugno 2010- Procedura (Giurisprudenza) Corte Costituzionale, Sentenza 21 giugno 2010 (dep. 24 giugno 2010), n. 227
Illegittimità costituzionale dell’art. 18, comma 1, lettera r), l. 22 aprile 2005, n. 69 (Disposizioni per conformare il diritto interno alla decisione quadro 2002/584/GAI del Consiglio, del 13 giugno 2002, relativa al mandato d’arresto europeo e alle procedure di consegna tra Stati membri), nella parte in cui non prevede il rifiuto di consegna anche del cittadino di un altro Paese membro dell’Unione europea, che legittimamente ed effettivamente abbia residenza o dimora nel territorio italiano, ai fini dell’esecuzione della pena detentiva in Italia conformemente al diritto interno
17 giugno 2010- Persona (Giurisprudenza) Corte di Cassazione, Sezione III Penale, Sentenza 4 marzo 2010 (dep. 22 marzo 2010), n. 10981
Il giudice italiano, nell'applicazione dell'art. 600 ter c.p., deve fare riferimento alla nozione di pedopornografia fornita dall'art. 1 della decisione quadro 2004/68/GAI, al fine di rendere compatibile la fattispecie penale ai principi di determinatezza e offensività.
15 giugno 2010- Tributario (Giurisprudenza) Corte di Cassazione, Sezione III Penale, Sentenza 21 aprile 2010 (dep. 10 giugno 2010), n. 22045
Il reato di cui all'art. 5 d.lgs. n. 74/2000 si considera consumato decorsi novanta giorni dall'ultima tra le scadenze previste dalla normativa tributaria per la presentazione delle dichiarazioni delle imposte sui redditi o sul valore aggiunto.
L’erronea indicazione nel capo di imputazione della data di consumazione del reato non comporta alcuna lesione del diritto di difesa, posto che la data di consumazione del reato è fissata direttamente dalla legge.
4 giugno 2010- Circolazione stradale (Giurisprudenza) Corte Costituzionale, Sentenza 26 maggio 2010 (dep. 4 giugno 2010), n. 196
Irretorattiva (ante riforma del 2008) la confisca del veicolo in caso di guida in stato di ebbrezza. Illegittimità costituzionale, limitatamente alle parole «ai sensi dell’articolo 240, secondo comma, codice penale», dell’articolo 186, comma 2, lettera c), del d. lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (Nuovo codice della strada), come modificato dell’art. 4, comma 1, lettera b), del d.l. 23 maggio 2008, n. 92 (Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica), convertito, con modificazioni, dall’art. 1, comma 1, della l. 24 luglio 2008, n. 125
2 giugno 2010- Circolazione stradale (Giurisprudenza) Tribunale di Trento, Sentenza 25 gennaio 2010 (dep. 9 febbraio 2010), n. 53
L'art. 186 C.d.S. si applica anche a chi guida la bicicletta; alla condanna consegue la sospensione della patente di guida (ove posseduta) anche per la guida di veicoli consentita senza patente.
2 giugno 2010- Circolazione stradale (Giurisprudenza) Tribunale di Bologna, Sentenza 11 gennaio 2010 (dep. 11 gennaio 2010), n. 40
In tema di art. 186 C.d.S., per i fatti commessi in epoca precedente all'entrata in vigore della novella di cui alla l. n. 160/2007, si applica la precedente normativa in quanto più favorevole all'imputato; tuttavia, in applicazione della previgente disciplina, all'accertamento della guida in stato di ebbrezza consegue la sospensione della patente di guida come sanzione amministrativa accessoria.
2 giugno 2010- Circolazione stradale (Giurisprudenza) Tribunale di Reggio Emilia, Sentenza 21 maggio 2009 (dep. 28 maggio 2009), n. 748
In tema di 186 C.d.S., dopo la riforma del 2007, l'accertamento dello stato di ebbrezza deve essere positivamente quantificato secondo precisi valori numerici. La norma impone l'accertamento dello stato di ebbrezza con le modalità tecniche di cui ai commi 3 e 4, poiché diversamente non si vede come si potrebbe approdare alla precisa individuazione del tasso alcoolemico e, dunque, all'inquadramento del fatto nell'uno o nell'altro paradigma normativo. Questo comporta che con la disciplina post riforma del 2007, in mancanza degli accertamenti tecnici previsti dalla legge, si sia nell'impossibilità sia di stabilire se il fatto sia riconducibile all'una o all'altra ipotesi di cui al 2° comma dell'art. 186 C.d.S. sia, prima ancora, di verificare la stessa materialità del reato. Appare allora evidente l'inidoneità a questo scopo degli elementi sintomatici dello stato di ebbrezza: tali indici, infatti, sono frutto di una elaborazione giurisprudenziale che presupponcva una fattispecie (quella ante-riforma del 2007) profondamente diversa, alla quale erano estranee tanto la suddivisione delle condotte secondo fasce di gravità quanto la necessità degli esami strumentali ai fini dell'accertamento dello stato di ebbrezza.
2 giugno 2010- Circolazione stradale (Giurisprudenza) Tribunale di Bologna, Sentenza 7 gennaio 2010 (dep. 7 gennaio 2010), n. 26
La positività urinaria a benzodiazepine ed oppiacei, come per altre sostanze stupefacenti, non permette di documentare l'attualità d'uso delle stesse e pertanto un'alterazione psicofisica da loro assunzione, cui scaturisce la riduzione della performance alla guida, che costituisce il fatto illecito che il legislatore ha voluto sanzionare attraverso l'art 187 C.d.S. Analogamente, in un traumatizzato importante, lo stato generale può portare ad alterazione dei valori rilevati tramite esame urinario, a causa di tossine che entrano in circolazione: non sussiste, dunque, il reato di cui all'art. 186 C.d.S.
1 giugno 2010- Circolazione stradale (Giurisprudenza) Corte di Cassazione, Sezione IV Penale, Sentenza 25 maggio 2010 (dep.), n. 19646
La Cassazione conferma l'orientamento, in base al quale non può essere applicata la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida, conseguente per legge a illeciti posti in essere con violazione delle norme sulla circolazione stradale, a colui che li abbia commessi conducendo veicoli per la cui guida non sia richiesta alcuna abilitazione.
27 maggio 2010- Circolazione stradale (Giurisprudenza) Corte di Cassazione, Sezione IV Penale, Sentenza 29 aprile 2010 (dep. 26 maggio 2010), n. 20093
La natura della confisca di cui all'art. 186 C.d.S. ha un evidente contenuto afflittivo che trascende le tipiche finalità della misura di sicurezza: tale natura, tipica delle sanzioni penali, impone l'applicazione dei principi dell'ordinamento penale ed in particolare quello di legalità e quello di personalità della responsabilità penale. La sanzione, dunque, può colpire solo l'autore del reato e non soggetti diversi; ne consegue che non è possibile sottoporre a sequestro il veicolo appartenente ad un ente, ancorché utilizzato dagli organi rappresentativi dello stesso.
3 maggio 2010- Pena/Esecuzione/Sorveglianza (Giurisprudenza) Tribunale di Sorveglianza di Torino, Ordinanza 20 aprile 2010, Pres. est. VIGNERA; ric. F.
Una volta rigettata o dichiarata inammissibile l’istanza di misura alternativa alla detenzione presentata a seguito di sospensione dell’esecuzione, non ha più ragion d’essere la competenza speciale del tribunale di sorveglianza del luogo ove ha sede l’ufficio del P.M. preposto all’esecuzione, di guisa che la nuova istanza eventualmente riproposta dall’interessato (sia in ordine a diversa misura alternativa, sia in ordine alla medesima diversamente motivata) rientra nella competenza del tribunale di sorveglianza individuato in base alle regole generali di cui all’art. 677 c.p.p.
16 aprile 2010- Patrocinio a spese Stato (Giurisprudenza) Corte Costituzionale, Sentenza 14 aprile 2010 (dep. 16 aprile 2010), n. 139
Illegittimità costituzionale dell’art. 76, comma 4-bis, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 (T.U. Spese di giustizia), nella parte in cui, stabilendo che per i soggetti già condannati con sentenza definitiva per i reati indicati nella stessa norma (mafia nonché ipotesi più gradi di contrabbando e supefacenti) il reddito si ritiene superiore ai limiti previsti per l’ammissione al patrocino a spese dello Stato, non ammette la prova contraria.