28 marzo 2012 Corte di Cassazione, sezione IV penale, sentenza 9 febbraio 2012 (dep. 9 marzo 2012), n. 9349 Nel delitto di atti sessuali con minorenne (art. 609-quater c.p.) sono da considerarsi vietati anche gli atti sessuali compiuti dal minore sulla persona dell’adulto, autore del fatto. Non rilevano il comportamento inerte o passivo del reo e la partecipazione attiva o l’iniziativa della vittima.
12 febbraio 2012 Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza 20 gennaio 2012 (dep. 1° febbraio 2012), n. 4377 La presunzione di adeguatezza della custodia cautelare in carcere (art. 275, comma 3, c.p.p.) per il delitto di violenza sessuale di gruppo (art. 609-octies cod. pen.), dev’essere interpretata alla luce della sentenza della Corte cost. 21 luglio 2010, n. 265 che ha dichiarato l’incostituzionalità della norma processuale. Sicché il giudice ha l’obbligo di valutare, quando sussistono gravi indizi di colpevolezza in ordine a tale delitto, se siano stati acquisiti elementi specifici, in relazione al caso concreto, dai quali risulti che le esigenze cautelari possono essere soddisfatte con altre misure.
27 gennaio 2012 Corte di Cassazione, sezione III penale, sentenza 14 dicembre 2011 (dep. 17 gennaio 2012), n. 1399 Investigazioni difensive: la richiesta di audizione volta all'audizione in incidente probatorio del testimone o della persona che abbia esercitato la facoltà di non rispondere o di non rendere la dichiarazione non comporta l'automatico accoglimento da parte del GIP che deve comunque valutare la rilevanza ai fini investigativi delle circostanze in relazione alle quali si vuole che la persona sia sentita.
5 gennaio 2012 Corte di Cassazione, sezione VI penale, sentenza 6 dicembre 2011 (dep. 30 dicembre 2011), n. 48744 Si configura il delitto di sequestro di persona a scopo di estorsione anche nei confronti di un bambino di cinque mesi, mentre il delitto previsto dall’art. 574 c.p. risulta introdotto dal’ordinamento al solo fine di tutelare la potestà genitoriale, come è dimostrato dalla sua collocazione normativa.
20 novembre 2011 Corte di Cassazione, Sezione III Penale, sentenza 2 febbraio 2011 (dep. 25 marzo 2011), n. 11997 E' penalmente rilevante anche la realizzazione del materiale pedopornografico avvenuta in maniera "casalinga" o "estemporanea" ancorché non destinata a soddisfare il c.d. "mercato" della pedofilia. In taluni casi, laddove sia esclusa la punibilità della produzione (ex art. 600-ter c.p.), soccorre la norma di chiusura rappresentata dall'art. 600-quater c.p.
12 maggio 2011 Corte Costituzionale, Sentenza 9 maggio 2011 (dep. 12 maggio 2011), n. 164 Stop alla custodia cautelare obbligatoria in caso di omicidio volontario. Illegittimità costituzionale dell’art. 275, comma 3, secondo e terzo periodo, c.p.p., come modificato dall’art. 2 del d.l. 23 febbraio 2009, n. 11 (Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori), convertito, con modificazioni, dalla l, 23 aprile 2009, n. 38, nella parte in cui – nel prevedere che, quando sussistono gravi indizi di colpevolezza in ordine al delitto di cui all’art. 575 del codice penale, è applicata la custodia cautelare in carcere, salvo che siano acquisiti elementi dai quali risulti che non sussistono esigenze cautelari – non fa salva, altresì, l’ipotesi in cui siano acquisiti elementi specifici, in relazione al caso concreto, dai quali risulti che le esigenze cautelari possono essere soddisfatte con altre misure
3 maggio 2011 Corte di Cassazione, Sezione I Penale, Sentenza 15 marzo 2011 (dep. 28 aprile 2011), n. 16307 Rispetto all'offesa della reputazione altrui realizzata via internet, ai fini dell'individuazione della competenza, sono inutilizzabili, in quanto di difficilissima, se non impossibile individuazione, criteri oggettivi unici, quali, ad esempio, quelli di prima pubblicazione, di immissione della notizia nella rete, di accesso del primo visitatore. Per entrambe le ragioni esposte non è neppure utilizzabile quello del luogo in cui a situato il server (che può trovarsi in qualsiasi parte del mondo), in cui il provider alloca la notizia. Ne consegue che non possono trovare applicazione né la regola stabilita dall'art. 8 cod. proc. pen. né quella fissata dall 'art. 9, comma 1, cod. proc. pen., ma è necessario fare ricorso ai criteri suppletivi fissati dal secondo comma del predetto art. 9 cod. proc. pen., ossia al luogo di domicilio dell'imputato
11 gennaio 2011 Tribunale di Brescia, Sezione I Penale, Sentenza nr. 3579 del 01 ottobre 2010 (dep. 30 dicembre 2010) Non integrano il reato di favoreggiamento della prostituzione, p. e p. dall'art. 3, n. 8 L. 75/58, gli atti diretti “a favore della persona della prostituta” e non della prostituzione della stessa.
Tali devono considerarsi l'intestazione, da parte di una prostituta, dell'appartamento e delle utenze in cui la stessa eserciti il meretricio unitamente ad altre donne, con organizzazione per la suddivisione equanime delle spese.
Non integrano il reato de quo, e sono penalmente irrilevanti, nemmeno la mera pubblicazione di annunci, non accompagnata da ulteriori attività quali ad esempio l’interessarsi alle foto delle donne da pubblicare, l’aver contattato il fotografo per fare delle nuove doto, il far sottoporre le donne a servizio fotografici erotici.
22 luglio 2010 Corte Costituzionale, Sentenza 7 luglio 2010 (dep. 21 luglio 2010), n. 265 Illegittimità costituzionale dell’art. 275, comma 3, secondo e terzo periodo, c.p.p., come modificato dall’art. 2 del d.l. 23 febbraio 2009, n. 11 (Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori), convertito, con modificazioni, dalla l. 23 aprile 2009, n. 38, nella parte in cui – nel prevedere che, quando sussistono gravi indizi di colpevolezza in ordine ai delitti di cui agli articoli 600-bis, primo comma, 609-bis e 609-quater del codice penale, è applicata la custodia cautelare in carcere, salvo che siano acquisiti elementi dai quali risulti che non sussistono esigenze cautelari – non fa salva, altresì, l’ipotesi in cui siano acquisiti elementi specifici, in relazione al caso concreto, dai quali risulti che le esigenze cautelari possono essere soddisfatte con altre misure.
17 giugno 2010 Corte di Cassazione, Sezione III Penale, Sentenza 4 marzo 2010 (dep. 22 marzo 2010), n. 10981 Il giudice italiano, nell'applicazione dell'art. 600 ter c.p., deve fare riferimento alla nozione di pedopornografia fornita dall'art. 1 della decisione quadro 2004/68/GAI, al fine di rendere compatibile la fattispecie penale ai principi di determinatezza e offensività.
6 aprile 2010 Corte di Cassazione, Sezione V Penale, Sentenza 12 gennaio 2010 (dep. 26 marzo 2010), n. 11945 Con la prima decisione di legittimità sul reato di stalking, la Suprema Corte ha tracciato alcuni importanti principi idonei a perimetrare la condotta delittuosa della nuova fattispecie penale introdotta dal d.l. n. 11/2009. In particolare, secondo i Supremi Giudici, tale reato si caratterizza per il dolo generico e per la reiterazione nel tempo delle illecite condotte, che si succedono per un ampio arco di tempo, con cadenza anche quotidiana, tanto da giustificare l’accertamento del perdurante stato patologico da esse causato nella vittima. Pienamente corretta è la definizione di tali atti come molesti, cioè forieri di alterazione della serenità e dell’equilibrio della vittima, in quanto diretti a forzare la sua attenzione e a stringere con lei un rapporto, percepito evidentemente come anomalo e pericoloso
29 ottobre 2009 Corte Costituzionale, Sentenza 19 ottobre 2009 (dep. 29 ottobre 2009), n. 273 Illegittima l'esclusione dell'exceptio veritatis nella diffamazione militare (c.p. di pace) nel caso in cui la persona offesa sia un pubblico ufficiale ed il fatto ad esso attribuito si riferisca all'esercizio delle sue funzioni. Illegittima, altresì, l'esclusione del comma 4 dell'art. 596 c.p.
23 settembre 2009 Corte di Cassazione Sezione V Penale, Sentenza del 12 maggio 2009 (dep. 23 settembre 2009), n. 28219 La portata offensiva di un'espressione dev'essere valutata in relazione al contesto nel quale essa è pronunciata; un reality show, caratterizzato dal contrasto verbale, ricercato e voluto, consente di non attribuire valenza lesiva alla parola "pedofilo", quand'essa sia pronunciata in tono scherzoso ed allusivo alle attenzioni, rivolte ad un soggeto più giovane, ancorché adulto, da parte della persona, oggetto della comunicazione.
5 giugno 2009 Corte di Cassazione, Sezione I Penale, Sentenza 5 febbraio 2009 (dep. 25 febbraio 2009), n. 8513/2009 La diffamazione telematica si consuma nel momento e nel luogo in cui i terzi percepiscono l'espressione ingiuriosa, che, nel caso in cui le frasi offensive siano state immesse sul web, sono quelli in cui il collegamento viene attivato. Ove detto luogo non sia individuabile, deve farsi ricorso ai criteri suppletivi di cui all'art. 9 c.p.p..
Ed in tal senso, a norma del comma 2 di detto articolo, la competenza va attribuito al giudice della residenza dell'imputato, non essendo noto il luogo indicato nel comma 1, vale a dire "l'ultimo luogo in cui è avvenuta una parte dell'azione o dell'omissione".
6 maggio 2009 Tribunale di Bari, Sezione Riesame, Ordinanza del 6 aprile 2009 n. 347 sulla condotta di stalking di cui all'art. 612-bis c.p. Il Tribunale del Riesame di Bari opera una delle primissime applicazioni del neonato art. 612-bis c.p., evidenziando che tale figura delittuosa si distingue dai maltrattamenti per la circostanza che le condotte del denunciato sono reiterate ed ingenerano un fondato timore da parte della vittima di un male più grave, pur senza arrivare ad integrare i reati di lesioni o maltrattamenti.
2 maggio 2009 Tribunale di Perugia, Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari, 28 aprile 2009 Questione di legittimità costituzionale dell’art. 62 bis secondo comma cp, come riformulato dall’art. 1 L 5-12-2005 n. 251, nella parte in cui, nel caso di recidivo reiterato ex art. 99/4° co. cp, chiamato a rispondere di taluno dei delitti di cui all’art. 407 co. 2 lett. a) cpp, per il quale sia prevista una pena non inferiore nel minimo a cinque anni, non consente di fondare sui parametri di cui al secondo comma dell’art. 133 cp, in particolare sul comportamento susseguente al reato, la concessione dell’attenuante di cui all’art. 62 bis primo comma cp.
31 marzo 2009 Corte di Cassazione, Sezione III Penale, Sentenza 10 luglio 2008 (dep. 23 settebre 2008), n. 36364 Per cessione di materiale pedopornografico occorre la previa detenzione. Ne consegue che la detenzione di materiale pedopornografico assume i connotati di un antefatto non punibile e per tale ragione rimase assorbito nel delitto di cessione. In definitiva, la condotta di cui all'art. 600 quater c.p., rimarrà assorbita in quelle di cui all'art. 600 ter allorchè sussista una progressione criminosa o un assorbimento e la condotta della detenzione sia prodromica a quelle di cui all'art. 600 ter c.p.. Nella fattispecie tra la condotta di cui all'art. 600 quater c.p. e quella di cui all'art. 600 ter c.p., comma 4 esiste assorbimento e non concorso di reati o concorso apparente di norme, perchè il reo per cedere il materiale ha dovuto prima procuraselo.
30 gennaio 2009 Tribunale di Perugia, sentenza del 28 ottobre 2008 (dep. 26/01/2009) REATO - CONCORSO DI REATI - CONCORSO FORMALE - REATO DI OMICIDIO E VIOLENZA SESSUALE CONTESTUALMENTE COMMESSA - ESCLUSIONE - ASSORBIMENTO DEL SECONDO DELITTO NEL PRIMO QUALE CIRCOSTANZA AGGRAVANTE - SUSSISTENZA.
PARTE CIVILE - DOMANDA DI RISARCIMENTO DANNI - DANNO NON PATRIMONIALE - LIQUIDAZIONE DEL GIUDICE DI MERITO IN VIA EQUITATIVA - AMMISSIBILITA’
E’ escluso il concorso formale tra i delitti di omicidio e di violenza sessuale contestualmente commessa, quest'ultima restando assorbita nel primo sub specie di circostanza aggravante ex art. 576, comma primo, n. 5, c.p., senza che neppure sia richiesta alcuna connessione di tipo finalistico tra i due reati.
La persona offesa dal reato che invoca in sede penale l'accertamento del fatto costitutivo del suo diritto al risarcimento o alla restituzione non è esonerata dall'obbligo di provare la portata lesiva del fatto, la specie e l'entità della lesione subita, la riconducibilità della lesione al fatto reato e di fornire gli elementi indispensabili per la quantificazione del danno. In relazione al danno non patrimoniale, comunque, la valutazione del giudice del merito non può essere analitica ma è rimessa, in via equitativa, al suo prudente apprezzamento
9 ottobre 2008 Corte di Cassazione, Sezione IV Penale, Sentenza 24 giugno 2008 (dep. 30 ottobre 2008), n. Farmaci "off-label" (somministrati in via sperimentale con finalità terapeutiche diverse da quelle riconosciute ai medesimi). Responsabilità per lesioni colpose se il medico non si sia attenuto al limite determinato dal rapporto rischio-beneficio nell’utilizzazione del farmaco ed indipendentemente dal consenso informato
19 luglio 2008 Corte di Cassazione, Sezione I penale, sentenza 22 settembre 2006 (dep. 10 novembre 2006), n. 37385 Omicidio preterintenzionale – Elemento soggettivo – Dolo misto a colpa.
L’elemento psicologico del delitto preterintenzionale deve essere individuato, coerentemente con il principio di colpevolezza e con le affermazioni contenute nella sentenza della Corte Costituzionale n. 368 del 1988, nel dolo misto a colpa, riferito il primo al reato meno grave e la seconda all’evento più grave in concreto realizzatosi, dovendosi verificare, di volta in volta, la concreta prevedibilità ed evitabilità dell’evento maggiore ai fini dell’imputazione (fattispecie di omicidio in cui la sussistenza della preterintenzione è stata negata, ricorrendo il dolo diretto omicidiario).
8 luglio 2008 Corte di Cassazione, Sezione III Penale, sentenza 5 giugno 2008 (dep. 7 luglio 2008), n. 27469 Le molestie e gli abusi sessuali nell'ambiente di lavoro, oltre al cosiddetto fenomeno del mobbing, risarcibile in sede civile, possono integrare il delitto di maltrattamenti ex art. 572 c.p. Nel caso esaminato dalla Suprema Corte, le vessazioni si erano protratte per tutta la durata del rapporto e consistevano oltre che in ripetute e petulanti molestie sessuali, nel tentativo di violenza sessuale, nonché nel rifiuto di regolarizzare il rapporto di lavoro e nella pretesa di corrispondere la retribuzione in misura inferiore a quella risultante dalla busta paga.
28 maggio 2008 Corte di Cassazione, Sezione V Penale, Sentenza 22 febbraio 2008 (dep. 29 aprile 2008), n. 17408 Sequestrabili, al di là del divieto di cui all'art. 1 R.D.Lgs. n. 561 del 1946, le fotografie, già pubblicate da un periodico, ritraenti momenti della vita privata ed ottenute mediante una condotta costituente reato ai sensi dell’art. 615-bis cod. pen. (interferenze illecite nella vita privata)
17 aprile 2008 Corte di Cassazione, Sezione V Penale, Sentenza 4 aprile 2008 (dep. 17 aprile 2008), n. 16262 Nel caso di pubblicazione telematica, analogamente a quanto ritenuto per i giornali a stampa, deve necessariamente presumersi che all'immissione faccia seguito, in tempi assai ravvicinati, il collegamento da parte di lettori senza che sia necessario un concreto accertamento sull'eventuale ed effettiva comunicazione a più persone
21 marzo 2008 Corte di Cassazione, Sezione V Penale, Sentenza 30 gennaio 2008 (dep. 18 marzo 2008), n. 12402 (Pres. Ferrua, Rel. Rotella) Installazione di apparecchiature per "Intercettazioni" ambientali tra presenti in autovetture private poste sulla pubblica via: non applicabili le norme poste a tutela delle comunicazioni a distanza e l'art. 615-bis c.p. relativo ad abitazioni e luoghi di privata dimora. Da escludere anche la rilevanza della disciplina in tema di dati personali (previgente l. 675/96)
19 febbraio 2008 Corte di Cassazione, Sezione III Penale, Sentenza 20 novembre 2007 (dep. 14 gennaio 2008), n. 2781 Il reato di cui all'art. 600-ter, comma 1, c.p. (produzione di materiale pedopornografico) e' di pericolo concreto. Ne consegue che occore provare, appunto, il pericolo di destinazione a terzi. Lo stesso reato esclude la punibilita' per quello di cui all'art. 600-quater c.p. in caso di detenzione del materiale illecito preventivamene prodotto dal soggetto (post factum non punibile).
16 febbraio 2008 Corte di Cassazione, Sezioni Unite Penali, Sentenza 29 novembre 2007 (dep. 14 febbraio 2008), n. 7208 La Corte a Sezioni Unite precisa che la causa di esclusione della punibilità di falsa testimonianza di cui all’art. 384 cod. pen., prevista per chi ha commesso il fatto per essere stato costretto dalla necessità di salvare sé o un prossimo congiunto da un grave e inevitabile nocumento nella libertà e nell’onore, non opera nell’ipotesi in cui il testimone abbia deposto il falso pur essendo stato avvertito della facoltà di astenersi.
20 dicembre 2007 Corte di Cassazione, Sezione V Penale, Sentenza 11 dicembre 2007 (dep. 19 dicembre 2007), n. 47096 (Pres. G. Pizzuti, Rel. A. Nappi) L'esistenza di una password per la visione della posta elettronica legittimamente a disposizione del datore di lavoro, non vale a qualificare detta corrispondenza come "chiusa". Ne consegue che, previa anche adeguata informativa al dipendente, il datore di lavoro puo' accedervi legittimamente (relativamente ad una casella aziendale e sulla contestazione del reato di cui all'art. 616 c.p.)
13 dicembre 2007 Tribunale di Milano, sezione decima penale, sentenza 8 marzo 2007 (dep. 19 luglio 2007) n. 2161 Iniziative turistiche di sfruttamento sessuale
Integra il delitto di cui all'art. 600 quinquies c.p. la condotta di chi si adoperi, anche in maniera non professionale, per organizzare il viaggio all'estero verso Paesi ove si pratichi la prostituzione minorile, ed allo scopo utilizzi materiale pedopornografico, anche personalmente prodotto, per confezionare materiale divulgativo e cataloghi
5 giugno 2007 Tribunale di Tolmezzo, in composizione monocratica, Sentenza 30 marzo 2006 Interferenze illecite nella vita privata. NOn rileva la finalità della ripresa (pur destinata a far valere un diritto in sede giudiziale). Il balcone va considerato luogo esposto al pubblico, ma parte della privata dimora.
14 settembre 2006 Corte di Cassazione, Sezione II Penale, Sentenza 4 maggio 2006 (dep. 14 settembre 2006), n. 30663 Accesso abusivo a sistema informatico o telematico (art. 615-ter c.p.): penalmente rilevante anche il trattenersi nel sistema contro la volontà del titolare. Il reato di frode informatica (art. 640-ter c.p.) si realizza anche mendiante la riproduzione non autorizzata, in copia, di programmi aziendali e notizie riservate
17 dicembre 2005 Corte di Cassazione, Sezione II Penale, Sentenza 21 settembre 2005 (dep. 14 ottobre 2005), n. 37463 (n. 1742/2005) In materia di diffamazione a mezzo della stampa e diritto di cronaca, l'esimente opera anche nel caso in cui il giornalista abbia aggiunto al nucleo oggettivamente vero dell'episodio riportato, ulteriori dati imprecisi, sempre che tali elementi siano non decisivi nè determinanti, ossia incapaci di alterare la verità oggettiva della notizia
27 dicembre 2000 Corte di Cassazione, Sezione V Penale, Sentenza 17 novembre 2000 (dep. 27 dicembre 2000), n. 4741 Vi è giurisdizione del giudice italiano, ai sensi dell'art. 6, comma 2, c.p., anche se lo scritto offensivo è stato pubblica su un server collocato all'estero. In un caso di diffamazione online che la Corte assume consumarsi al momento e nel luogo della percezione da parte di soggetti diversi dall'offeso